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La crisi abbassa le saracinesche dei negozi.Chiudono anche le attività rivolte ai turisti.

Posted on | July 5, 2010 | No Comments

Saracinesche dei negozi abbassate,  non per ferie ma per cessata attività. Dorsoduro è una delle zone più colpite da una crisi che non lascia tregua nemmeno alle attività commerciali dedicate ai turisti. Fino ad ora si era assistito ad una lenta ma inarrestabile chiusura di esercizi dedicati ai residenti, dai negozi di alimentari a botteghe artigiane. Adesso, anche chi vende maschere e vetro non ce la fa più ad andare avanti. Un giro verso santa Marta, rende l’idea. All’Arzere hanno chiuso cinque negozi nel giro di pochi mesi. Il bar frequentato da studenti e residenti è chiuso da tempo. Eppure questa zona è frequentatissima a tutte le ore del giorno. Poco più in là, piccoli negozietti da tempo espongono cartelli con su scritto « Cedesi attività » e riportano il numero di un cellulare. L’area in questione ha un suo valore non da poco per la vicinanza a piazzale Roma e alle Zattere. Sorprende vedere attività che chiudono. Se nemmeno gli esercizi commerciali dedicati al turismo non ce la fanno più, c’è da chiedersi chi subentrerà.

Stessa storia verso la zona dei Tolentini. Attività in piena crisi che sembra proprio non voler passare. In molti puntano il dito contro il ponte di Calatrava che dirige le persone verso Strada Nuova. Risulta quindi penalizzato chi ha un negozio dall’altra parte del Canal Grande,  verso Dorsoduro, santa Croce e san Polo. Eppure è difficile pensare che i turisti non siano interessati a incamminarsi verso santa Margherita e Accademia. Stime effettive del fenomeno ancora non ce se sono. Ma anche chi ha attività in zona Rialto lamenta cali importanti negli affari. Crisi generalizzata quindi, che per la prima volta porta a  chiedersi se sia ancora redditizio aprire un negozio di vetro o maschere. Sembrava quasi che a Venezia il turismo fosse una mucca grassa da mungere all’infinito. In campo santa Margherita, l’ex bar “Causin” continua a tenere le saracinesche abbassate. Un nuovo gestore non si trova anche se  la posizione è di quelle che promettono bene. Chiedi informazioni in giro e sembra che il titolare del fondo chieda cifre astronomiche di affitto. Sarà che di bar ce ne sono un po’ troppi? Secondo l’Aepe sono più di 1000 a Venezia. Poco più in là, il negozio di giocattoli non riesce proprio a cedere l’attività. Certo che adesso, chi ha coraggio di buttarsi in una nuova attività commerciale potrebbe anche trattare su buona uscita e affitto. Quando la disponibilità sul mercato immobiliare c’è, non si è più costretti a stare a quanto deciso dal titolare dell’immobile. Lo insegna la legge della domanda e dell’ offerta.

Gioia Tiozzo

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