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cedesi attività in centro storico.

Posted on | February 13, 2011 | Comments Off

Venezia – Un cartello in vetrina che dice tutto in due parole: «CEDESI ATTIVITA’». Questa volta però viene esposto in un negozio che vende souvenir per turisti con l’aggiunta che l’attività commerciale  è gestita da cinesi. Succede in campo san Luca nel cuore della città, in un punto nevralgico per accalappiare turisti. In un negozio così, di sicuro, non fanno acquisti i residenti. Sarà che questo tipo di attività si è diffuso in modo spropositato, sarà che la crisi quando colpisce non fa caso a nazionalità e razza, sarà che i cinesi si sono fatti concorrenza tra di loro. Prima o poi doveva succedere. Troppi negozi tutti uguali con prodotti non facili da piazzare: cineserie  a basso costo che si trovano in ogni angolo del mondo. Chi vuol portarsi a casa un ricordo di Venezia, difficilmente compera una borsetta , finta pelle, o una sciarpa anonima. Dentro al negozio di campo San Luca, un giovane cinese perennemente davanti al suo portatile. Chissà se è il titolare, chissà se parla italiano. Tant’è, aprire un negozio e vendere chincaglieria ai turisti evidentemente non è facile. Nemmeno quando te ne arrivano 20 milioni all’anno. In città, le attività in cessione non sono poche. Basta passare per Tolentini, San Polo, Rialto. Cedere adesso non sarà facile. Affitti alti, insicurezza economica, turismo che a fatica si riprende, turisti con due lire in tasca. Eppure c’è chi ci ha creduto, ha sborsato soldi per buona entrata, buona uscita, avviamento, restauro e tutto quello che comporta poi in termini di gestione. Ma che conti si erano fatti? Forse adesso è il momento buono per chi sa trattare. Con tutto quello che c’è di libero sul mercato, sarà difficile per i titolari sparare prezzi, diciamo così, un po’ esagerati. Avanti il prossimo, allora.

Gioia Tiozzo

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