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Il carnevale dei ragazzi.

Posted on | February 15, 2011 | Comments Off

Il Carnevale è il momento dedicato al divertimento e agli scherzi, ma per la Biennale di Venezia e il suo presidente, Paolo Baratta, è un momento serio. C’è da organizzare il  “Carnevale dei ragazzi”, progetto educational per avvicinare i giovani al “fare artistico”. La Biennale si apre al territorio e invita bambini e ragazzi per attività di conoscenza diretta del mondo delle arti. «L’arte deve entrare nel lessico famigliare – spiega Paolo Baratta – e far parte integrante dell’ educazione e formazione dei giovani». Ai Giardini di Castello, per tutto il periodo del Carnevale, dal 26 febbraio al 8 marzo,  i padiglioni della Biennale accoglieranno i ragazzi delle scuole del Veneto per attività ludico – didattiche – creative fondate sul principio del “divertirsi creando”. Tanto detto e tanto fatto. Sarà la prima edizione con presenze internazionali ( Austria, Gran Bretagna, Olanda, Polonia), 3mila metri quadrati a disposizione, 7 workshop giornalieri, 20 operatori didattici. Le iniziative, che sono gratuite e aperte a tutti, sono connesse ai temi del Carnevale e alle discipline artistiche della Biennale.

L’area principale, “Il giardino dei Paesi volanti” sarà allestita con ambientazioni fantastiche: si parla di boschi incantati, abissi fluorescenti, deserti colorati. Nel “Piazzale degli incontri” verrà allestito un palco dove sono previste performance dei ballerini dell’Arsenale Danza coordinati dal direttore, Ismael Ivo.  «Vogliamo dare ai giovani degli strumenti di conoscenza – prosegue Paolo Baratta -  e vogliamo sollecitarli a partecipare, produrre e ad esprimersi. Una città come Venezia che mira a diventare capitale della cultura ha necessità di investire nella formazione dei più giovani». Per quanto riguarda l’apertura permanente dei Giardini della Biennale, questione mai risolta dalla precedente amministrazione, Paolo Baratta conclude: «Con garbo e con i dovuti modi, noi continueremo a fare proposte tentando l’amministrazione con cose belle e facendo vedere quali risultati portino le nostre iniziative. Non possiamo imporre nulla, possiamo solo far vedere delle cose aspettando poi una reazione positiva e una partecipazione».

Gioia Tiozzo


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