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Festa di San Martino

L’11 novembre si festeggia il santo, dolci in pasta frolla e cotognata

Posted on | November 7, 2011 | Comments Off

A Venezia, il giorno di San Martino, l’11 novembre, si festeggia con un dolce di pasta frolla ricoperto di glassa colorata o  cioccolato. Il santo viene rappresentato come un cavaliere in sella al sul cavallo, spada sguainata e mantello. La storia narra che S. Martino abbia diviso il suo mantello con un povero mendicante infreddolito. Molto prima che il mondo anglosassone diffondesse oltre Manica la festa di Halloween, i bambini a Venezia hanno sempre aspettato l’11 Novembre come festa pre natalizia dedicata ai dolcetti e alle filastrocche. Dai primi giorni di Novembre, le pasticcerie si riempiono di “S. Martin” contendendosi quasi il primato per la grandezza del dolce e per la sua copertura di zuccherini e cioccolatini. L’11 Novembre, i bambini organizzati in gruppetti, si dedicano nel pomeriggio dopo scuola a “batter il San Martin”.

Muniti di coperchi e qualsiasi altra cosa faccia rumore, girando per i negozi, chiedono qualcosa in dono cantando un filastrocca: San Martin xè andà in sofita, a trovar la so novissa, la noviza non ghe gera, San Martin col cueo par tera. E col nostro sachetin, cari signori, se San Martin. Esistono vari versioni di questa filastrocca, che cambia anche tra città del Veneto, con finali diversi a seconda che i bambini abbiano o meno ricevuto dolcetti. Nel caso i bambini tornino a mani vuote, replicheranno dicendo: Tanti ciodi gh’è in sta porta,tanti diavolo che ve porta, tanti ciodigh’è in sto muro, tanti bruschi ve vegna sul culo. Oltre al dolce di pasta frolla, esiste una versione che prevede il dolce fatto di cotognata ( usando un impasto di mele cotogne e uova e farina) guarnito con pasticche argentate. Per riprendere invece il filo con la storia, san Martino era nato in Pannonia, in Ungheria e già giovanissimo era soldato della guardia imperiale romana. Avvicinatosi al Cristianesimo in Francia, divenne in età adulta vescovo. Morto nel 397, fu seppellito nella cattedrale di Tours. Secondo la leggenda, San Martino a cavallo, incontrò un mendicante ricoperto solo di stracci. Compiendo un atto di generosità, San Martino sguainò la sua spada per tagliare a metà il suo mantello donandone metà al povero. L’atto caritatevole trasformò, secondo leggenda, la fredda giornata autunnale in una molto più mite. Solitamente, a metà novembre, a Venezia spesso si registrano innalzamenti delle temperature, dovute anche allo scirocco che inizia a soffiare in laguna. Da qui la dicitura “ estate di san Martino” per indicare le belle giornate di Novembre.

Gioia Tiozzo

dolce di cotognata

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