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Carciofo violetto di Sant’Erasmo

Posted on | June 3, 2012 | Comments Off

La stagione dei carciofi, a Venezia, inizia a fine aprile con la raccolta delle castraure, il primo germoglio della pianta, tagliato per permettere  la crescita più rigogliosa  di altri germogli. Piccolo e tenero, di forma allungata con spine,  il germoglio è caratterizzato da un colore viola scuro, da cui deriva  il nome “carciofo violetto di sant’Erasmo”, oggi un marchio registrato per garantire provenienza e unicità del prodotto. L’isola di Sant’Erasmo, l’orto secolare di Venezia, è una terra adatta alla coltivazione del carciofo: il terreno sabbioso e cretoso permettono alla pianta del carciofo di arrivare a produrre fino a 20 carciofi ciascuna.  Carciofi che si coltivano con ottimi risultati anche in altre isole della gronda lagunare (Vignole, Lio Piccolo, Malamocco, Mazzorbo. Dal 2004, il Consorzio del Carciofo Violetto di Sant’Erasmo raggruppa 10 aziende agricole locali per dare sostegno allo sviluppo economico e agricolo  legato all’isola. La produzione tipica del carciofo violetto garantisce qualità e unicità sia per le tecniche di lavorazione tradizionali che per la razza autoctona del carciofo. Queste piccole produzioni eccellenti, come quelle delle castraure, sono oggetto da tempo di attività di tutela e conservazione. Sempre più difficile salvare antiche varietà che rischiano di essere soffocate da produzioni sempre più commerciali e globali.  La raccolta di carciofi prosegue fino a giugno. Per il suo sapore amarognolo, i carciofi veneziani bene si sposano con risotti e pesce. Le castraure vengono anche mangiate crude, tagliete a listarelle sottili , condite con limone e olio. Ogni anno, la seconda o terza domenica di maggio, si festeggia, nell’isola di sant’Erasmo, la festa del carciofo. Per info: www.carciofosanterasmo.it

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