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Biennale di Venezia.

55. Esposizione Internazionale d’Arte – “Il Palazzo Enciclopedico”

Posted on | October 26, 2012 | Comments Off

La 55ma Esposizione Internazionale dell’Arte di Venezia si presenta:  in programma dal 1° giugno al 24 novembre 2013, curatore Massimiliano Gioni, titolo “Il Palazzo Enciclopedico”. 93 i Paesi ospitati, confermata la presenza di un padiglione della Santa Sede, budget previsto 13-14 milioni di euro. Al tradizionale incontro con i Paesi invitati, il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, ha dichiarato: “Ogni Paese non porta semplicemente dei prodotti, ma rappresenta la vitalità della nazione stessa”. Al curatore Gioni la responsabilità di articolare il concept della prossima Biennale d’Arte. Il titolo scelto “Il Palazzo Enciclopedico” merita una spiegazione: l’artista italoamericano Marino Auriti il 16 novembre del 1955 depositava, presso l’ufficio brevetti statunitense, il progetto per costruire un edificio di 136 piani, alto 700 metri, per un’estensione di 16 isolati a Washington, allo scopo di ospitare tutto il sapere dell’umanità.

L’impresa di Auriti rimase naturalmente incompiuta, ma il sogno di una conoscenza universale e totalizzante attraversa la storia dell’arte e dell’umanità e accumuna personaggi eccentrici come Auriti a molti artisti, scrittori, scienziati e profeti visionari che hanno cercato – spesso in vano – di costruire un’immagine del mondo capace di sintetizzarne l’infinita varietà e ricchezza. Queste cosmologie personali, questi deliri di conoscenza mettono in scena la sfida costante di conciliare il sé con l’universo, il soggettivo con il collettivo, il particolare con il generale, l’individuo con la cultura del suo tempo.

“Oggi, alle prese con il diluvio dell’informazione, questi tentativi di strutturare la conoscenza in sistemi omnicomprensivi ci appaiono ancora più necessari e ancor più disperati – spiega Gioni.

“La 55. Esposizione Internazionale d’Arte indagherà queste fughe dell’immaginazione in una mostra che – come il Palazzo Enciclopedico di Auriti – combinerà opere d’arte contemporanea e reperti storici, oggetti trovati e artefatti.”

Al centro dell’esposizione sarà “una riflessione sui modi in cui le immagini sono utilizzate per organizzare la conoscenza e per dare forma alla nostra esperienza del mondo.” Ispirandosi a quello che lo studioso Hans Belting ha definito una “antropologia delle immagini”, la Biennale Arte 2013 curata da Massimiliano Gioni avvierà “un’indagine sul dominio dell’immaginario e sulle funzioni dell’immaginazione. Quale spazio è concesso all’immaginazione, al sogno, alle visioni e alle immagini interiori in un’epoca assediata dalle immagini esteriori? E che senso ha cercare di costruire un’immagine del mondo quando il mondo stesso si è fatto immagine? Fino a dove si estende il dominio dell’immaginario, quando ancora si lotta in nome delle immagini?”

“Come nei teatri della memoria progettati nel Cinquecento dal veneziano Giulio Camillo – cattedrali interiori in cui ordinare il sapere in immagini – l’esposizione “Il Palazzo Enciclopedico” cercherà di delineare – conclude Gioni – la cartografia di un’immagine-mondo, componendo un bestiario dell’immaginazione.”

Da queste idee Massimiliano Gioni riparte per indirizzare l’arte contemporanea: “L’artista è chiamato ad indagare il desiderio dell’uomo d voler capire e conoscere ogni cosa. In una società che ci circonda  di immagini e informazioni, il sapere tutto è quasi diventato un’ossessione”. Massimiliano Gioni ha già precisato che il “Palazzo Enciclopedico” ci sarà, forse un modello simile a quello di Marino Auriti fatto di materiale riciclato o di uso comune. Il concetto di palazzo racchiude il bisogno, che è tipico dell’uomo, di riunire in un unico posto tutte le esperienze umane cercando di integrare tutto in una visione unitaria del mondo. “Il palazzo – spiega Massimiliano Gioni – è immaginario e raccoglie nelle sue stanze immateriali tutte quelle rappresentazioni che popolano la nostra mente. Associazioni, più magiche che logiche, di immagini che reinventano il mondo che è attorno a noi. L’arte contemporanea – aggiunge – bene rappresenta quella fuga verso l’immaginazione”. L’idea di “palazzo Enciclopedico”, che nella Biennale di Venezia non sarà simile ad un palazzo storico veneziano,  ha già precedenti storici, come il teatro della memoria progettato nel Cinquecento dal veneziano Giulio Camillo.  Il bisogno di contenere le immagini che “ ci bombardano” è evidente, come lo è il bisogno di creare geografie interne per legare assieme le immagini che nascono dentro di noi e che ci accompagnano nella nostra personale rappresentazione del mondo. “ Archiviamo quello che ci sta più a cuore – conclude Massimiliano Gioni  - senza capire esattamente da dove vengono queste immagini”.

Non ancora svelati i nomi degli artisti che saranno presenti. Tra le novità più importanti, la conferma della presenza della Santa Sede con un tema da proporre agli artisti già individuato: l’illustrazione dei primi libri della Genesi.

Massimiliano Gioni:

Note biografiche

Massimiliano Gioni (Busto Arsizio, 1973) è curatore e critico di arte contemporanea.

Direttore artistico della Fondazione Nicola Trussardi di Milano, Gioni è Associate Director e Director of Exhibitions del New Museum of Contemporary Art di New York.

Nel 2010 ha diretto la 8. Biennale di Gwangiu essendone il più giovane direttore nonché il primo europeo. Nel 2003 ha curato la mostra “La Zona” per la 50. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia; nel 2004 è stato il co-curatore della biennale di arte contemporanea itinerante Manifesta 5 e nel 2006 ha curato la 4. Biennale di Berlino in collaborazione con l’artista Maurizio Cattelan e la curatrice Ali Subotnick. Con Cattelan e Subotnick ha fondato la rivista Charley e lo spazio no profit The Wrong Gallery, inizialmente allestita nel 2002 a New York e ospitata nel 2005 alla Tate Modern di Londra.

Gioni ha curato innumerevoli mostre collettive – tra cui si ricordano “Ghosts in the Machine”, “Ostalgia” e “After Nature” al New Museum – e mostre personali di, tra gli altri, Pawel Althamer, Tacita Dean, Urs Fischer, Fischli e Weiss, Paul McCarthy, Pipilotti Rist, Anri Sala, Tino Sehgal, Paola Pivi.

Caporedattore della rivista Flash Art a New York dal 2000 al 2003, Gioni ha collaborato con importanti riviste d’arte contemporanea tra cui Artforum, Art Press, Frieze, Parkett e pubblicato saggi e cataloghi con Charta, Mondadori, Phaidon, Les Presses du Reel e Rizzoli.

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