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Acqua alta a Venezia.

Bilancio delle acque alte del 2012: un anno complesso ricco di eventi ma senza alcun primato assoluto

Posted on | January 5, 2013 | Comments Off

L’Istituzione Centro Previsioni e Segnalazioni Maree ha reso noti i dati sull’andamento mareografico del 2012. In termini riassuntivi, il bilancio elenca: 103 casi di marea eguale o superiore a +80 cm; 8 casi di marea eguale o superiore a +110 cm, di cui due sopra i +140 cm; 6 casi di marea inferiore a -50 cm. La punta massima annuale di marea è stata registrata l’11 novembre alle ore 9.25 con un livello di 149 cm; la punta minima il 10 marzo alle ore 17.50 con meno 56 cm. Un dato piuttosto singolare: in due occasioni il livello di 80 cm è stato superato da una punta minima di marea, il 1 novembre alle ore 6.45 con 117 cm e il 2 novembre alle ore 7.10 con 83 cm.

Il livello del medio mare, calcolato sui valori orari, è risultato intorno ai 29.5 cm sullo zero mareografico di Punta della Salute, lievemente superiore ai 29.1 cm del 2011, ma nettamente inferiore a quelli degli anni precedenti (40.1 cm nel 2010, 33.2 nel 2009): rimane comunque ancora piuttosto elevato, anche se il livello medio della pressione atmosferica, di 1014.8 HPa, inferiore ai 1016.7 del 2011, poteva far pensare a un aumento più significativo. Rilevante il dislivello tra i valori mensili: 7.3 cm a marzo (tra i più bassi degli ultimi anni) e 46.5 a novembre. Il dato conferma un trend di elevazione del livello, che negli ultimi dieci anni ha avuto una media di 28.8 cm, dovuti quasi tutti (salvo uno scarto minimo causa subsidenza, cioè l’abbassamento del suolo) all’eustatismo, cioè all’innalzamento del livello del mare, come documentato dall’eguale andamento del caposaldo di Trieste.

Quanto alle alte maree, va rilevato che quelle eguali o superiori a 80 cm furono 60 nel 2011, ma 202 nel 2010 e 125 nel 2009, quelle eguali o superiori a 110 cm furono soltanto una nel 2011 ma 18 nel 2010 e 16 nel 2009. Il 2012 rimarrà comunque nella memoria, dopo un anno di assoluta tranquillità – le sirene non hanno suonato dal 16 febbraio 2011 al 27 ottobre 2012, cioè per venti mesi – per i due eventi ravvicinati di marea eccezionale, superiori a 140 cm, i 143 cm del 1 novembre (con un contributo meteorologico di 111 cm, al quinto posto nella graduatoria storica) e i 149 cm dell’11 novembre (al sesto posto nella graduatoria delle maree eccezionali): ma neppure questo è un primato assoluto perché due eventi di marea superiori a 140 cm nello stesso anno si erano già verificati nel 1979 e nel 2009.

Il direttore del Centro Maree, Paolo Canestrelli, ha voluto ricordare che straordinario è stato però l’evento meteomarino dell’11 novembre, perché in quella circostanza tutti gli elementi che concorrono all’acqua alta eccezionale si sono presentati in laguna perfettamente in fase tra di loro: una situazione finora mai registrata e che quindi non è contenuta negli archivi della serie storica delle maree sui quali i 21 modelli matematici del Centro elaborano le previsioni. In quella situazione i tecnici del Centro dovettero abbandonare le previsioni modellistiche ed elaborare nuove previsioni sulla base dell’osservazione e del monitoraggio delle stazioni di rilevamento in alto Adriatico: previsioni comunque a brevissima scadenza, un’ora o poco più, e senza essere a conoscenza in quel momento del ciclone che si era abbattuto sul basso Adriatico, in particolare sul canale di Otranto, e che aveva prodotto – oltre a danni rilevanti a Taranto, specialmente allo stabilimento Ilva, e in Puglia – anche un’onda che aveva raggiunto l’alto Adriatico. Canestrelli ha quindi annotato che l’evento dell’11 novembre – nel contesto delle altre alte maree dell’autunno scorso – è ora oggetto dello studio del Centro Maree per poter ricalibrare i coefficienti dei modelli statistici, ai fini di una migliore previsione, ma ha anche ricordato la necessità di investimenti per la ricerca, in modo da perfezionare sia il monitoraggio sia la modellistica previsionale.

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